Mobbing sul Lavoro Post Maternità: Colpite 4 donne su 10!

[fa icon="calendar"] 28/07/17 18.00 / da Lucia Bronzo  pubblicato in: Donne e Lavoro, Donna

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“Per ottenere il rinnovo del contratto per altri 12 mesi ho usato vestiti larghi e mi sono messa a dieta per non prendere nemmeno un chilo. I primi mesi di gravidanza li ho nascosti e non ho mai detto al mio datore di lavoro, un medico, che ero incinta”. È la storia di Chiara, 34 anni. Laurea, master, contratti precari. Per il lavoro ha messo a rischio la sua bambina, che è nata prematura. Ora Chiara è una professionista di successo. Ecco come ce l’ha fatta.

L’Italia non è un paese per donne. O meglio, per donne che vogliono affermare se stesse. Va tutto bene fino a quando il desiderio di maternità non si fa sentire. A 34 anni Chiara, dopo undici anni di studi universitari, tirocini e contratti precari, ha un buon contratto in uno studio medico ma in scadenza è incinta. Tutto perfetto, considerato che ha 34 anni e convive con il suo fidanzato da 6.

Non vuole perdere il lavoro perché ha studiato molto, ha sacrificato molto, ha sudato per entrare in un mondo selettivo dove solo i migliori ce la fanno.

“Con il contratto in scadenza non me la sentivo di dirlo. Avevo sentito il titolare vantarsi di aver lasciato a casa un’infermiera appena dopo la notizia della gravidanza senza nessuna conseguenza legale. Aveva un contratto a termine, proprio come me”. Chiara ha nascosto la sua pancina, dove piano piano stava crescendo Martina.

Comincia a capire perché in Italia il tasso di occupazione femminile con figli al di sotto dei 6 anni si attesta al 53,2% rispetto alla media europea del 61%. 

Ha evitato ginecologi che conoscessero il suo titolare, si è messa a dieta per evitare di prendere i chili della gravidanza. Ha cambiato abbigliamento e preso divise più grandi. Nessuno si è accorto di nulla fino al settimo mese.

Il contratto era già stato rinnovato e un giorno il titolare vede la pancia ormai grande: “Ma sei incinta? Perché non me lo hai detto?”. Avrebbe voluto rispondere tante cose.

Dopo qualche settimana Chiara ha dovuto far nascere la sua bambina, in anticipo. Sono stati mesi durissimi, lo sanno bene le mamme dei prematuri. Nel frattempo Chiara viene vessata, finché non decide di dimettersi.

Ma la ruota gira per tutti. La svolta di Chiara è avvenuta grazie a un avvocato.

“Avevo sentito l’infermiera licenziata dal mio titolare parlare delle assicurazioni che prevedono la tutela legale anche in caso di mobbing sul lavoro, così mi sono informata. Non avevo abbastanza soldi per fare una causa e portarla avanti per anni, ma per un’assicurazione sì. Ho trovato una buona polizza che mi ha coperto le spese legali per fare causa per mobbing”.

Grazie al risarcimento ottenuto ha aperto uno studio tutto suo in un bilocale al piano terra di un condominio che si affaccia su un giardino, vicino all’asilo nido di Martina. Può andare al lavoro con lei, può organizzare la sua vita, è libera di essere ciò che ha sempre voluto essere.

Il Mobbing legato alla maternità colpisce 4 donne su 10. Se anche tu desideri dei figli ma hai paura che in ufficio la prendano male, proteggiti.

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Lucia Bronzo

Scritto da Lucia Bronzo

Lucia inizia il suo percorso professionale nel 1991 nelle compagnie assicurative più famose d’Italia, per poi scegliere un percorso più vicino al cliente in Budroni, dove le relazioni umane sono considerate fondamentali per permettere a chi si affida all’agenzia di potersi fidare di persone esperte e competenti. Sempre attenta alle esigenze della clientela, analizza i rischi per offrire servizi di alta qualità e professionalità, soprattutto nei servizi a tutela della donna, sia a casa che al lavoro.